Rottamare il tutti contro tutti

A Tor di Quinto ci andavo da ragazzo. I circoli del calcetto, una discreta gricia in quel ristorante immenso, tramonti e primavere da urlo. Molto entusiasmo. I motorini dei pischelli, si sa, hanno mille destini possibili e la strada sempre aperta verso il mare, davanti. A Tor di Quinto c’erano sempre le mignotte. Inguardabili e anziane. Mistero assoluto chi fossero i clienti. Quanto alla gamma dei gusti e delle possibilità umane, praticamente senza limiti. Sabato sera non c’erano le mignotte. E comunque non è quello il punto. di Pierluigi Pardo
15 AGO 20
Immagine di Rottamare il tutti contro tutti
A Tor di Quinto ci andavo da ragazzo. I circoli del calcetto, una discreta gricia in quel ristorante immenso, tramonti e primavere da urlo. Molto entusiasmo. I motorini dei pischelli, si sa, hanno mille destini possibili e la strada sempre aperta verso il mare, davanti.
A Tor di Quinto c’erano sempre le mignotte. Inguardabili e anziane. Mistero assoluto chi fossero i clienti. Quanto alla gamma dei gusti e delle possibilità umane, praticamente senza limiti.
Sabato sera non c’erano le mignotte. E comunque non è quello il punto. Il punto è che è andata così, nel delirio fanatico, nella pazzia generale, nei fischi a Mameli, nella chiacchierata tra i Mister Digos e il Doctor Genny che scandalizza in fondo solo un po’ (con chi dovevano parlare per far star buoni i tifosi incazzati? Con le cheerleaders?).
[**Video_box_2**]Qui tutto è un temporale. E il ranking Uefa è l’ultimo problema. Siamo piuttosto depressi, quasi disperati. Tutto diventa insulto. Roma contro Napoli contro Firenze contro Juve contro Toro contro gli ultrà di destra contro quelli di sinistra contro le divise contro tutti. Subito pronti a confrontare il tariffario delle squalifiche o il coefficiente dell’imbecillità, in un eterno noi contro voi, sempre col medio alzato.
Per Matteo Renzi è un bel problema ma anche un’opportunità. Risolvere davvero il problema, rottamando vent’anni di palliativi, tessere del tifoso e altre amenità che hanno solo nascosto il casino, rendendo le trasferte quasi impossibili, complicate come rogiti, e la vita del tifoso perbene, un inferno. Ce la faremo?
Intanto viva la Bacchiddu. Non sarà campagna elettorale tradizionale, ma di fronte ai bacchettoni, non ho dubbi. Hasta il bikini. Siempre.
di Pierluigi Pardo